sabato 27 dicembre 2014

Old Winter Man

I look through the window
and I see Old Winter Man
arriving with its joyful snow.
It's like a poetry falling from the clouds.

mercoledì 24 dicembre 2014

giovedì 27 novembre 2014

A Japanese Tale

Still Life with Japanese Children’s Book (also known as A Japanese Tale)Claude Raguet Hirst – circa 1890-1899 

martedì 25 novembre 2014

Winter is coming and sometimes...

Winter is coming and sometimes I surprise myself glancing the sky through the glasses of the window.
I would like to see the snow falling down on the streets as much as I would like to jump into this picture, now.

giovedì 20 novembre 2014

Energie della Galassia - Luca Rossi

Energie della Galassia: Racconti di fantascienza e fantasy

E' difficile rimanere incatenati a leggere una serie di racconti con la stessa curiosità che ti fa correre di capitolo in capitolo fino all'ultima pagina di un romanzo. Questa è la cifra che ho trovato vincente e avvincente di questa raccolta di racconti a metà tra fantascienza e fantasy. 

Li ho trovati originali, spiazzanti, e a tratti anche lirici nel raccontare il rapporto tra il maschile e il femminile di una galassia che ha le idiosincrasie del nostro mondo, senza mai scadere nella banalità. Un mix di fantascienza, fantasy, amore, umanità che ha nel suo punto di forza lo stile fresco e fluido dell'autore al servizio di un'immaginazione capace di trascinare il lettore fuori dall'ordinario. 

Che i personaggi siano vampiri, mutanti o alieni, che si racconti di viaggi spaziali o della tecnologia che può cambiare il nostro futuro, anche per chi non è amante del genere, le storie hanno comunque un respiro tale da mettere il lettore di fronte a delle riflessioni.

Personalmente mi sono molto piaciuti il primo racconto, Maciste ed Emozioni nella Nuvola. 
Interessante anche l'esperimento di racconto interattivo online proposto.
Se dovessi descriverlo utilizzando due aggettivi, direi vibrante ed energetico.

Rating: 5 stelle

mercoledì 19 novembre 2014

Vorrei avere

Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere". Guillaume Apollinaire (Roma, 25 agosto 1880 – Parigi, 9 novembre 1918)

 

domenica 9 novembre 2014

The fall of the Berlin Wall

I found this spectacular mini-documentary by Carsten Cumbrowski on the events that lead to the fall of the Berlin Wall and it made me remember that it was not just a the fall of a Wall and an ideology, it was a lot of human suffering. 


giovedì 6 novembre 2014

I vasi




Title is still not really convincing me, but anyway, here you go with this poetry


I vasi

In ogni vaso in questa casa 
dove vivo c'è un gatto 
che ha accompagnato
la sua vita alla mia 
per qualche tempo. 
La notte è tutto un via vai. 
Ma di giorno, il ricordo 
nella mente di quando 
dolcissima leggerezza 
era con loro, sorride l'anima

lunedì 1 settembre 2014

Perché non pesi niente

First september means the summer is going away, so just few words to carry on :)

Image: Mickey Bardava, Bird Tree

Perché non pesi niente
come un granello di sabbia
quel tanto che serve
a lasciare un'impronta
su un ritaglio di cuore

giovedì 7 agosto 2014

martedì 8 luglio 2014

Sette poesie sulla Collana Sentire

Ecco il numero 18 della Collana di poesia Sentire (Editore: Pagine) che potete acquistare su Amazon.
Ci sono anch'io con 7 poesie. Se volete potete leggerne qualcuna su questo blog alla pagina Poe Tries; sono molto meno seriose ed ermetiche della sinossi qui sotto :)


Sinossi: 
La tradizione epica greca, attraverso l’oralità della poesia, ci insegna un “sentire”  più ampio della percezione, un “sentimento” o un animo che costituisce già una completa relazione con il mondo. Nelle movenze delle forme viventi ed attraverso le forze elementari si è compiuto il lavoro di autoapprendimento e autocostruzione  del Sé nella Natura ancora indivisa ed unitaria. La parola detta plasma il significato inaugurale della poesia, il sentire poetico come fonte dell’umano.
L’uomo moderno, ingabbiato nelle concettualizzazioni della parola scritta, prende atto dell’inevitabile scissione tra il sentire e l’intendere, tra il sentire e l’essere sentito, testimoniando la divisione dove prima era identità.
Si configura così la meta irraggiungibile, il viaggio senza ritorno, nel tentativo di ricucire lo strappo, di colmare la distanza tra oralità e scrittura, tra parola detta e parola scritta, tra il sentire e il pensare. Nell’esitazione tra il suono e il senso, prendiamo le mosse da questa epocale diatriba di visioni del mondo per presentare questa nuova Collana di poesia intitolata Sentire. Auspicio che l’oralità non sia solamente funzionale alla scrittura bensì un tutt’uno con essa.
Per riconsegnare alla parola, riflesso unitario delle sedimentazioni del “sentimento” e dell’intuizione, il potere evocatore che le compete.

Autori:
ARCOBALENO
EUGENIO BALZANI
CARMELA BIANCO
ENRICO BROGLIA
ORIETTA CASSERI
AGOSTINO CAVESTRO
MARINA COSSU
STEFANO GRECO
PAOLO PETTA
BARBARA RABITA
RABOLAS 
VITTORIO VAVUSO
MIRELLA VENTURI

domenica 6 luglio 2014

Autobus. Mattina

Autobus. Mattina.
Una signora dolcissima:"Mamma mia,
lavoro, lavoro, lavoro;
poi cinque mesi, e malattia".
Accento romeno.

Ascolto discorso filosofico
con vicina di sedile:"Quando
se ne vanno, li pensiamo meno".
Fuori schizzi di pozzanghere.

Autobus incastrato
nel mezzo del traffico
mentre il tram perso
sferraglia in orario
chilometri più avanti.

La pioggia di maggio


La pioggia di maggio che mi ricorda
l’autunno; gli schizzi delle auto
la velocità di una vita che insegue
il giorno e nel rapido silenzio
che passa, il lento tamburellare
dell’acqua sull’asfalto: lenta
è la saggezza e non conosce il tempo.
Oggi i colori avvolti in un grigio pensoso,
l’odore della pioggia e delle foglie bagnate
sono un giorno un po’ stanco e senza ore
che ha voglia di raccontare più che fare.
E racconta Dio e il mondo,
e racconta l’uomo e i suoi pensieri.
E io l’ascolto.
Tra cielo e terra in un lento respiro
l’indefinibile coscienza dell’essere.

martedì 24 giugno 2014

La casa del tempo - Wirton Arvel

La casa del tempo
Vai alla scheda completa del libro su Amazon

Una delle cose che mi piacciono del Kindle è la barra di avanzamento lettura che stima il tempo che manca alla fine dell'ebook.
Quando ho aperto La casa del tempo, come al solito ho buttato l'occhio e quando ho visto 14 minuti ho pensato: "Bene, lo leggo in fretta".
Non avevo fatto i conti con la magia del libro: ad ogni scorrimento di pagina il tempo di lettura stimato aumentava...

Se avete letto "Vista da Castle Rock", La casa del tempo è come la prima parte del romanzo della Munro: una storia di famiglia. L'elemento originale, però, è l'essere raccontata all'indietro nel tempo, con la voce narrante che è di volta in volta  il padre, il nonno, il padre del nonno, e così via a ritroso fino al 1600, del narratore che nelle prime pagine ci presenta quello che rimane di una casa di famiglia.
Come nel romanzo di Gospodinov, "La fisica della malinconia", il senso è un "io siamo": un viaggio nelle memorie percepite, nelle sensazioni di tante vite, rivissute dal protagonista.

La casa è il punto centrale attorno a cui ruota tutto il racconto. I suoi frammenti sono frammenti di vita, i frammenti su cui la voce narrante ai giorni nostri - a cui la storia ritorna chiudendo il racconto in maniera circolare - si ritrova a pensare, dipingendo una poetica riflessione sul mistero del tempo e la dolce malinconia dell'andare di tutte le cose.

Da leggere.

Rating: 5 stelle

martedì 3 giugno 2014

L'enigma delle anime perdute - Manuela Paric

L'enigma delle anime perdute
Vai alla scheda completa del libro
La storia.
C'è un assassino, c'è un movente, ci sono dei sospettati. Poi c'è la polizia, e c'è un investigatore dal cappello improbabile, una bizzarra nota di caffé e... un problema con le scarpe. Anche se, a dire la verità, questo investigatore, proprio un investigatore non lo è, e il suo vero lavoro sarà l'unico mistero a rimanere irrisolto.

Un primo sguardo.
Se fosse un giallo, L'enigma delle anime perdute sarebbe simile a un romanzo di George Simenon per via dei pettegolezzi e delle chiacchiere di una piccola città di provincia scossa da una serie delitti. Non fraintendete, il libro rispetta i canoni del genere giallo; ma quel che è interessante e lo rende bello e  godibile non è solo la curiosità di scoprire la dinamica dei fatti -  e vi sfido a risolvere da soli il mistero - ma tutto ciò che ruota attorno: le relazioni tra i personaggi che si ritrovano coinvolti in una brutta storia; l'estate afosa di una città di provincia in cui tutto accade. Come nei romanzi di George Simenon, non c'è soltanto il giallo.

I personaggi. 
Il libro inizia con una fuga da un ospedale psichiatrico. Non sappiamo chi è il fuggitivo, ma inizieremo a conoscere questo 
ometto non particolarmente alto, decisamente non bello ma inaspettatamente agile 
attraverso quello che di lui si dirà nei capitoli successivi.

A poco a poco iniziamo a conoscere anche gli altri personaggi coinvolti, per diverse ragioni, nel primo delitto, poi  in un secondo, in un terzo... e attorno a loro altri personaggi ancora che ci trasportano dentro la vita di una apparentemente tranquilla città di provincia.

Jean Luc Mocha, Bianca Bianchissima, Teodora, Adriano, il Gruviera descritti attraverso le loro quotidiane azioni, con le loro piccole abitudini o bizzarrie che diventa quasi impossibile non immaginarli nei panni di qualcuno che vediamo per strada. 

Lo stile.
La brevità dei capitoli risulta molto efficace nel condurci attraverso il flusso degli eventi che precipiteranno nel finale. Una scelta che permette di dare al procedere della storia un ritmo incalzante, con colpi di scena che si susseguono, ed evitare i momenti morti anche quando non c'è azione e a dominare sono le riflessioni dei personaggi. Insieme a dialoghi fluidi e naturali, il risultato è che le 187 pagine del libro si leggono (letteralmente) tutte d'un fiato.

Stilisticamente la scrittura non concede nulla al superfluo, bastano poche parole precise, poche frasi a pennellare un'atmosfera e a trasmetterci un'impressione:
Erano lenti; avevano abbandonato via del Corso per addentrarsi nella città, una città deserta e afosa, ostile e accogliente in egual misura. Ogni tanto incrociavano qualche anima in bicicletta e improbabili guidatori. Questi si smaterializzavano subito, presi dal buio come se non fossero mai esistiti. Il cielo era nascosto dai lampioni e ogni portone sbarrato. [...] Le loro ombre si incrociavano e non stavano mai zitti.


L'enigma delle anime perdute di Manuela Paric è un libro consigliatissimo a tutti gli amanti del genere e soprattutto a chi ha voglia di leggere un romanzo con una storia incalzante e ben costruita ed uno stile che cattura l'attenzione fin dalla prima riga. Il fatto che sia un selfpub non toglie nulla all'esperienza di lettura: la qualità del processo editoriale non ha nulla da invidiare a quella delle case editrici. 
Da rilevare anche la bella copertina, un'attenzione in più alla qualità globale del prodotto che non è molto frequente osservare nel panorama dei libri auto-pubblicati.

Rating: 5 stelle

martedì 15 aprile 2014

Reflections

I don't know if you struggle with time. Sometimes I do,  sometimes I am kind of obsessed with the mystery of time. And I liked a lot this beautiful series of photos taken by Tom Hussey, who portrayed old people looking at their younger reflection in the mirror.



Here you can see the whole Reflections series by Tom Hussey

venerdì 11 aprile 2014

Sinossi che passione!



La sinossi. Me ne sto rendendo conto leggendone tante una dietro l'altra: la sinossi è il biglietto da visita dell'opera. Non è retorica. A volte la tendenza (parlo anche per me) è quella di scrivere, nella sinossi, dei massimi sistemi. Un esempio? eccolo:
La natura del pensiero empirico consiste dunque nel liberare dal significato i propri “sensi interni”, per esplorare le correnti emozionali e mentali e raggiungere “un vuoto ideale”, al limite della cultura e del pensiero. - (Empirismi, stati di coscienza e altri elettricismi di Aldo Strisciullo)

E' la sinossi di una raccolta di poesie. L'avreste mai detto? Bene, leggendo, sto realizzando che da lettore i massimi sistemi non mi interessano. Se una sinossi non mi fa capire cosa leggerò - poesia, romanzo, racconti - vuol dire che non è efficace.

E non mi interessa nemmeno che l'autore mi spieghi in quelle poche righe il suo concetto di poesia. Da una sinossi voglio sapere che genere di storia andrò a leggere, quale mondo, quale dimensione le poesie esplorano, qual è il loro contenuto di originalità che dovrebbe spingermi a leggerle. Voglio sapere se la storia mi può interessare; e non voglio un assaggio letterario, per quello c'è l'anteprima.

Poi ci sono le sinossi che tentano di stuzzicare la curiosità del lettore. Per esempio:
Non era vero niente. - (Come me non c'è nessuno di Antonio Castelli)
oppure
Hai mai avuto voglia di disertare? - (Il disertore di Marco Bonafede)
Sono le sinossi più brevi che mi sia capitato di leggere. Funzionano nell'acchiappare lettori? magari questo possono dircelo gli autori se per caso capitano da queste parti; per quanto mi riguarda posso dire che su di me non fanno un grande effetto.

Io per le sinossi ho la mia strategia. E' quella tecnica di scrittura chiamata fiocco-di-neve. Consiste nel prendersi il tempo, diciamo un’oretta, per sintetizzare in una sola frase tutto il libro. Io inizio con poche parole, non più di 15, cercando di tratteggiare il quadro generale e al tempo stesso specifico della storia, spiegando quale personaggio ha più da perdere e cosa vuole ottenere. Ed è utile farlo subito, nel momento in cui si progetta la storia. Prima ancora di iniziare a scrivere, la sinossi è pronta, in tutta la sua essenzialità.

martedì 1 aprile 2014

Un altro mese indie



Aprile è arrivato, è arrivata anche l'ora legale, un altro mese di letture indie è passato. E allora? E allora ecco un piccolo consuntivo della mia esperienza di esplorazione dell'imprevedible mondo indie.

Tanto per cominciare devo dire che sto trovando decisamente piacevole il mio appuntamento quotidiano di letture indie e tra le diverse cose che ho letto ce ne sono alcune che mi sono davvero piaciute. Tra queste L'enigma delle anime perdute di Manuela Paric (che tra l'altro ringrazio per avermi inviato l'ebook completo e del quale scriverò una recensione); mentre tra le anteprime più recenti, ho trovato molto intrigante Blu di cobalto di Merina Frattini, romanzo in prima persona a due voci (bella l'idea e originale rispetto a quanto letto finora) e I riflessi del melograno di Zoe Giuliani di cui l'anteprima mi ha lasciato con la curiosità di sapere come continua la storia di Virginia.

Prima di presentare nei prossimi post qualche analisi del testo, ci sono alcune considerazioni da fare sulla qualità del self-publishing; e per qualità non intendo il valore letterario ma la professionalità con cui viene messo in vendita il prodotto. A molti sentire parlare di libri in termini di prodotto sembrerà sacrilego, ma in vetrina, sulle piattaforme di vendita online, c'è un prodotto con tanto di prezzo. E noi parliamo di questo: del prodotto.

E cosa si può dire del prodotto? Per prima cosa si può parlare della forma. Se prendiamo un libro di una casa editrice, oltre la copertina, ci sono due pagine bianche poi una pagina con il nome dell'autore e il titolo dell'opera seguita da una pagina di copyright. Tra le opere indie, mentre la pagina con nome autore e titolo opera è quasi sempre presente (quasi, ma non sempre), la pagina del copyright spesso manca. Soprattutto sembra essere un'abitudine, quella del copyright, poco diffusa tra i poeti.

Il mese scorso sono stato piuttosto restrittivo nel mettere in vetrina su Indie Shake&Co le opere indie: dentro gli ebook con copertina e pagina di copyright, fuori gli altri. La ragione stava nel tentativo distinguere tra opere con un minimo di cura editoriale e manoscritti caricati così come sono su una piattaforma di vendita online perché-tanto-è-possibile-farlo. Questo mese sono stato meno rigido, perché un romanzo di 250 pagine con una formattazione curata anche senza pagina di copyright è qualcosa di più di un manoscritto uploadato.

E qui arriviamo alla seconda considerazione, la lunghezza delle opere indie. Nella maggior parte dei casi  si tratta di racconti con una lunghezza (stimata in base alla dimensione del file) sotto le 100 pagine. E' vero che la lunghezza di un'opera non ne fa il valore letterario, ma come si dice "altezza mezza bellezza". E allora una raccolta fatta di 3 racconti, ciascuno dei quali di 3-4 pagine non sarà un po' poco? C'è davvero qualcuno disposto a pagare foss'anche 0.99€, rinunciando a un caffé, per 10 minuti di lettura di un autore sconosciuto?

Per 0.99€ io preferirei compare un romanzo da almeno 150 pagine con una bella sinossi. Eh già, eccoci arrivati alla sinossi. Che passione le sinossi! ne parliamo nel prossimo post!

venerdì 28 marzo 2014

700 battute da indie

L'idea era questa: un racconto da 700 battute utilizzando le prime 10 parole che saltano all'occhio, dove le 10 parole che "saltano all'occhio" sono tra quelle più usate dagli autori indie nei loro ebook (Di cosa e come scrivono gli autori indie italiani?)

 L'idea, dicevo, l'ha buttata lì con nonchalance Manuela ParicEd eccolo allora il mio mini racconto wordcoud indie inspired (746 battute, 10 parole incluse) : 


Babel Tales, Peter Funch

Giovedì mattina, un euro e cinquanta nella tasca dei jeans e il sole negli occhi. Fermo a un semaforo; attorno, qualcosa? qualcuno? nessuno. Il sole scintilla e le scocche veloci corrono sull’asfalto tirato. Nemmeno a pensare di attraversare le strisce. 
Solito traffico, arrivano facce; cuffiette nelle orecchie e borse a tracolla. Tutti fermi a questo semaforo di un monocolore rarefatto.Ecco un raro fumatore con l’orecchio attaccato al cellulare. 
Sarebbe proprio tempo d’andare per arrivare  a casa la sera un po’ prima. Un cagnolino annusa i miei jeans. E’ tempo. I motori fermi alle spalle, andiamo avanti come una compagnia e arrivati a metà dell’attraversamento, come questa settimana, esplodiamo in un gigantesco, collettivo sbadiglio.

Se c'è qualcun altro che vuole partecipare... he/she will be welcome.

... e la wordcloud con le 10 parole

domenica 23 marzo 2014

Un indie da urlo


Nel mio blog Indie Shake&Co monitoro (ci provo) gli autori indie  italiani e ne ho scoperto uno divertentissimo. Si chiama... ve lo dico dopo come si chiama. 

Ha scritto 34 racconti e nella prefazione ci spiega il perché:
Cari lettori e care lettrici [...] Perché si scrive ?  Molti vi daranno diverse risposte. Sono convinto e mi gioco una lussuosa villa che ognuno vi dirà interpretazioni differenti  [...]Saranno in pochi a dirvi che scrivono per la gloria [perché] C’è sempre quella falsità che alberga in ogni essere
E infatti anche il nostro Eshito (è il suo nome di battesimo)  afferma di comporre per liberarsi,  perché 
Spesse volte nell’arco della giornata sono preso da ossessioni, da fitte che mi si attorcigliano come incubi per il corpo, per la testa. Devo gettarle fuori da me, metterle per iscritto affinché la serenità torni a trovarmi.
Certo, poi ammette che  
sarebbe poi bello incoronare il sogno della celebrità 
anche perché 
non ho nessuna proprietà di valore. 

Insomma, niente villa per il nostro autore.

Ma poi il nostro amico indie ci spiega che i protagonisti di queste sue folli storie sono 
anti eroi come Eric Cartman , Johnny Rotten, Cetto La Qualunque, Charles Bukowski e Ruggero De Ceglie. Sono di carne.
Parola di Eshito, Eshito Nakagata ;)

E se Nakagata vi incuriosisce, come ha incuriosito me, la sua raccolta si intitola Storie di cinica follia e ha in copertina niente meno che l'urlo di Munch. Insomma, un Eshito Nakagata da urlo ;) 

martedì 18 marzo 2014

Di cosa e come scrivono gli autori indie italiani?

Come già anticipato in questo post, come parte di un piccolo progetto, sto seguendo le novità editoriali degli autori indie che pubblicano ebook. Su Indie Shake&Co potete seguire quasi in tempo reale tutti i nuovi ebook messi in vendita sulle piattaforme digitali che presentino dei requisiti minimi da potersi definire prodotti editoriali (vedi sotto).

Dopo un mese abbondante di raccolta dati (Indie Shake &Co è partito a febbraio), è possibile fare qualche piccola analisi. E per iniziare vediamo quali sono le parole più utilizzate, con questa wordcloud. 



Questa analisi testuale è stata condotta su 69 estratti da ebook pubblicati da autori indie nel mese di febbraio. Non si tratta di tutti gli ebook che si possono trovare sulle piattaforme digitali: l'analisi è ristretta a quelli che possiedono dei requisiti minimi che denotino la professionalità del loro autore (hanno una copertina e una pagina di copyright) e sono opere di narrativa (romanzi, racconti e raccolte di racconti). Per la poesia, faremo un discorso a parte.

Ma di cosa scrivono in particolare gli autori indie? Su questo piccolo campione:

il 44% romanzi o racconti; per il 21% raccolte di racconti. Il 22% sono poeti. Il fantasy arriva a un 4% appena sopra la narrativa per ragazzi (3%). Il teatro arriva a un dignitoso 2%.

Se la lingua italiana ha dei pattern specifici, a prima vista gli autori indie non sembrano allontanarsene. Potete vedere le 10 parole più utilizzate negli estratti degli ebook con quelle più utilizzate nella traduzione italiana del romanzo di Céline, Viaggio al termine della notte.

Ma sono originali? Se prendiamo alcuni dei sostantivi che ricorrono con maggior frequenza, possiamo vedere con quali altre parole sono associati. E allora, la parola terra  è associata alle parole braccia, drago, fuoco, sella; 
la parola tempo, è associata alle parole voce, sguardo, stato, davanti, essere, bene, ancora;
la parola uomo, è associata a casa, carezze, immenso, oltre, poco, vita, solo;
mentre casa risulta associata a porta, principale, camera.
Originale? fate voi.

E se volessimo infine provare a capire qual è il sentiment  degli autori indie?
Se consideriamo insieme tutti gli estratti, la sentiment analysis ci dice poco: gli estratti non sono così lunghi da poter individuare dei trend. Si possono vedere alcuni elementi con un sentiment negativo e alcuni con un sentiment positivo. Nella media tutto si compensa con una linea di trend piatta.




Conclusioni
Si può trarre qualche conclusione da questa analisi, anche se parziale e limitata?
Qualcosa forse si può dire sulla qualità degli ebook degli autori indie. Molti ebook non sono entrati in questa analisi (più del doppio) perché non possedevano i criteri di inclusione stabiliti sui requisiti minimi di professionalità di preparazione dell'ebook (copertina, pagina del copyright).
Per quanto riguarda la qualità (fomale) del contenuto, la lettura di questi estratti può suggerire qualche piccola considerazione.
Nella maggior parte dei casi i dialoghi sembrano riprendere le conversazioni che sentiamo o nelle quali potremmo essere impegnati con un abuso (?) di raddoppi di punti esclamati e interrogativi: !!!! o ?!?! oltre ad un abuso di incisi o precisazioni inseriti in parentesi. Forse non sempre sortiscono l'effetto voluto e a volte ci sono involontarie comicità: è il caso di autocensurarsi scrivendo:"c***o"?
Non sempre i testi hanno una formattazione curata: punti esclamativi e punti interrogativi seguiti dal punto di fine frase sono errori abbastanza comuni. Un altro caso è il testo non giustificato, o centrato (come per alcuni autori la cui opera è stata classificata nel genere Varie).





domenica 16 marzo 2014

E di cosa scrivono gli autori indie?

Come parte di un piccolo progetto, sto seguendo le novità editoriali degli autori indie che pubblicano ebook. Su Indie Shake&Co potete seguire quasi in tempo reale tutti i nuovi ebook messi in vendita sulle piattaforme digitali, con quel minimo di qualità del prodotto richiesta a chi si presenta come autore indie.

Dopo un mese abbondante di raccolta dati (Indie Shake &Co è partito a febbraio), è possibile fare qualche piccola analisi. E per iniziare vediamo quali sono le parole più utilizzate, con questa wordcloud 



martedì 21 gennaio 2014

A street map made up from the titles of over 600 books






A street map made up from the titles of over 600 books from the history of English Literature (and a few favourites from further afield). The Map includes classics such as Mansfield Park, Northanger Abbey, Bleak House, Vanity Fair and Wuthering Heights as well as 20th and 21st Century works such as The Waste Land, To the Lighthouse, Animal Farm, Slaughterhouse 5, The Catcher in the Rye, The Wasp Factory, Norwegian Wood and The Road.


via http://www.wearedorothy.com/shop/book-map-original-open-edition

lunedì 20 gennaio 2014

Molto rumore per chi?




Per quasi due secoli, gli studiosi hanno discusso se l'autore di alcune delle 325 righe che compaiono nell'edizione del 1602  della "Tragedia Spagnola" di Thomas Kyd fosse William Shakespeare.

L'anno scorso, lo studioso britannico Brian Vickers ricorrendo a tecniche di text mining arrivò alla conclusione che i cosiddetti Additional Passages erano di Shakespeare.

In un articolo che sarà pubblicato sulla rivista Notes and Queries, Douglas Bruster (prosessore alla University of Texas) afferma di aver trovato qualcosa di più vicino a una prova definitiva ricorrendo ad un metodo meno hitech: l'analisi della grafia disordinata di Shakespeare.



Trovare alcuni dei versi di Shakespeare nell'opera di un altro scrittore non dà il brivido della scoperta di una poesia inedita del Bardo. E' però il segno dell'interesse attuale degli studiosi per Shakespeare come drammaturgo che ha spesso collaborato con altri - probabilmente per alcune tragedie che oggi sono interamente attribuite a lui.

"Shakespeare non era un genio solitario", ha dichiarato Vickers. "Era un uomo di teatro. Se la sua compagnia aveva bisogno di una nuova tragedia, si metteva al lavoro con altri per scriverla".

Articolo originale (New York Times)
Much Ado About Who: Is It Really Shakespeare?

giovedì 16 gennaio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

On the Road, On the Wall








Fiori, fiorescenze? voglio dire, la figura qui sopra. Mmmm....
I first met Dean not long after my wife and I split up. I had just gotten over a serious illness that I won’t bother to talk about, except that it had something to do with the miserably weary split-up and my feeling that everything was dead.
(On the Road, Jack Kerouac)

Quella figura che vedete è On the Road di Jack Kerouac se On the Road non fosse scritta con le parole ma fosse raccontata in un'altra maniera. E' un Organismo Letterario, così lo chiama la sua ideatrice, Stefanie Posavec che si definisce "data illustrator", illustratrice di dati.

Il Literary Organism è una rappresentazione grafica della Parte I del capolavoro di Jack Kerouac. Ha una struttura ad albero che si ripete a scale diverse secondo la struttura a scatole cinesi del romanzo che quale si divide in capitoli, che a loro volta si dividono in paragrafi, che si dividono in frasi che si dividono in parole. Tutto colorato in funzione dei temi (guardate la legenda in fondo alla pagina): Travel, Bop & Jazz Music, Parties Drinking and Drugs, Work and Survival, Women Sex and Relationships, etc.

In un'intervista pubblicata su Functional Art, Posavec spiega di aver fatto tutto a mano:
che ci crediate o no ho fatto tutto a mano. Non sono riuscita a procurami una versione elettronica di On the Road e non avevo idea di come digitalizzare la copia che avevo. Così ho contato tutte le parole una per una ordinandole per i temi chiave. Ho passato un sacco di tempo a evidenziare le diverse sezioni .
                              

Ho creato la grafica in Illustrator. So che è possibile automatizzare la procedura; ci sono meravigliosi strumenti per fare questo, come Processing , ma non so come usarli. E poi a volte sento che è vitale spendere del tempo per raccogliere le informazioni. Mi sembra più naturale. Aiuta a creare legami con ciò a cui si sta lavorando: ho dovuto leggere On the Road più volte, e il risultato finale è stato una rappresentazione del testo ma anche una rappresentazione dell'idea che mi sono fatta del romanzo, della mia esperienza di esplorazione.
Stefanie Posavec spiega anche che l'Organismo Letterario è nato principalmente con l'idea di creare un progetto artistico:
Il mio unico obiettivo era quello di riuscire a mettere il libro su di un muro, magari proprio con l'intento di suscitare meraviglia. Dopo aver visto la grafica  però volevo che la gente vedesse On the Road in un modo diverso.
Ho consapevolmente dato all'Organismo Letterario un significato biologico: sono incuriosita dalla visione dei libri come struttura cellulare, proprio come le piante e gli animali hanno una struttura cellulare. Volevo fare quel collegamento. Con la disposizione circolare delle linee e dei colori ho anche provato a trasmettere il ritmo del libro. On the Road si legge come una poesia. L'Organismo Letterario non ha tanto a che fare con le cose profonde che il libro ci trasmette, piuttosto ha lo scopo di farci pensare il libro in maniera diversa.

Già ma come in maniera diversa? Per prima cosa l'Organismo Letterario offre una visione d'insieme dell'opera di Kerouac: quali sono i temi principali che l'autore ha affrontato. Ma è anche uno strumento per testare ipotesi e intuizioni. Per esempio Party-Drinking-Drugs è un tema prevalente? e come si combina col tema Work and Survival?
It's getting interesting, isn,it?






martedì 14 gennaio 2014

Walt Whitman Reads “America”: The Only Surviving Recording of Whitman

Ecco una delle più influenti voce della letteratura americana. Che amiate o meno la poesia di Walt Whitman, l'unica (si presume) registrazione della voce dell'autore di Foglie d'erba, che legge il suo ultimo poema "America" si deve ad una ritrovamento fortuito di un cilindro fonografico di cera del 1889/1890
  
Centre of equal daughters, equal sons,
All, all alike endear’d, grown, ungrown, young or old,
Strong, ample, fair, enduring, capable, rich,
Perennial with the Earth, with Freedom, Law and Love,
A grand, sane, towering, seated Mother,
Chair’d in the adamant of Time.

via http://www.brainpickings.org/index.php/2013/07/04/walt-whitman-reads-america-recording/






domenica 12 gennaio 2014

Le notti bianche

Let' start with a new Poe tries page (see the header). Of course, please let me know what you think: the best as well the worst. Here we go


Li vedi anche qui i vecchi
che hanno freddo anche d'estate
girare tra i bidoni della spazzatura,
mentre i gabbiani gridano come matti
e il sole tramonta
ma la luce resta appesa in cielo
come uno sguardo immobile.
Neanche una stella
in questo interminabile crepuscolo
a illuminare un sogno.



venerdì 10 gennaio 2014

Books about Town: a Londra le panchine diventano libri

Wind in the Willows BookBench


I libri entrano nella vita di molti nelle maniere più impensabili. Il Books about Town project è un'iniziativa partita da Londra,  promossa dall'ente benefico National Literacy Trust e da Wild in Art, che entro l'estate 2014 trasformerà una serie di panchine sparse per la metropoli inglese in rappresentazioni di altrettanti indimenticabili libri.
Io vorrei essere a Londra per sedermi su Mrs Dalloway e All Shakespeare works, e poi sulla panchine di Charles Dickens, e su Il mondo nuovo di Huxley, e Poe e Oscar Wilde e George Orwell e Joseph Conrad e Henry James e... vorrei addormentarmi su tutte le panchine di Londra.

Book list

martedì 7 gennaio 2014

Shall I compare thee to a summer’s day?


Andiamo indietro nel tempo: 2000,  1974, 1927, 1912, 1848, 1821, 178. 
Ancora, indietro, viaggiamo: 1770, 1756, 1685... E poi 1623,  rallentiamo: 1616, 1609

Nella storia del mondo il 1609 non fu un anno memorabile.
In Italia Cosimo II de 'Medici divenne il Granduca di Toscana; Galileo in quell'anno costruiva il telescopio con cui avrebbe osservato i pianeti. A Istanbul si posava la prima pietra della Moschea Blu.
Nel resto dell'Europa le Province Unite olandesi firmarono una tregua di 12 anni con Filippo III di Spagna, inaugurando l'età d'oro della Repubblica olandese. In Inghilterra, Giacomo I sedeva sul trono da 6 anni.

Tra la messe di eventi importanti per chi li visse in prima persona, in misura minore per il resto del mondo, ci fu anche la pubblicazione dei Sonetti di Shakespeare, che in quell'anno compiva 45 anni. Sebbene nessuno consideri questo tra i grandi momenti che segnarono quello e gli anni a venire, se non fosse stato per l'edizione del 1609, forse conosceremmo solo due dei 154 sonetti di Shakespeare, il n. 138 e il n. 144, nessuno dei quali è considerato dalla critica tra i più belli. 

Si deve all'editore di questo in quarto se una serie incomparabile di poesie che non ha eguali nella letteratura mondiale è stata portata alla luce. Si è sostenuto che il lavoro fosse un'edizione pirata di cui Thomas Thorpe, l'editore, si impadronì con sotterfugi e con il furto. Se così fosse il debito di riconoscenza verso quest'uomo sarebbe ancora maggiore, perché non è per nulla scontato che i sonetti sarebbero stati altrimenti pubblicati. 

Nel First Folio, la prima pubblicazione delle opere di Shakesperare, edito da Heminge e Condell nel 1623, a 7 anni dalla morte del poeta, le opere poetiche non vennero incluse. Come attori, il loro interesse andava soprattutto alle opere teatrali del Bardo.

Dunque i Sonetti in breve:
  • una dedica
  • 154 sonetti che la critica divide in due gruppi:
    • sonetti 1-126 (che hanno al centro il personaggio del fair youth)
    • sonetti 127-154  (che hanno al centro il personaggio della dark lady)

Ma perché stiamo parlando dei Sonetti? Non per declamarli qui, non per ripetere quello che la critica dice, ma per guardarli in maniera diversa. Partendo da qui, dalle parole che Shakespeare ha utilizzato di più.


Wordcloud: it is not that bad, isn't it?

Love, thee, night, time, thou, heart, eye, summer...
Shall I compare thee to a summer’s day?
Thou art more lovely and more temperate:

Rough winds do shake the darling buds of May,

And summer’s lease hath all too short a date:

Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d;
                                                          (Sonnet 18) 

Ci sono dei metodi che permettono di valutare le associazioni tra le diverse parole contenute nel testo. Uno molto semplice consiste nel calcolare una dissimilarità tra le parole, intendendo per dissimili o distanti tra loro due termini che non compaiono insieme nei vari sonetti.
Una rappresentazione grafica efficace, secondo me, è quella presentata qui sotto che utilizza un cladogramma che riflette la struttura ad albero dei cluster di parole (solo con l'intento di avere una figura esplorabile il cladogramma è costruito sulle 105 parole che ricorrono più di 20 volte)



La parola love è associata a thee, thou, sweet, doth; la parola eye a mine, heart. Leggete il sonetto 46:
Mine eye and heart are at a mortal war,
How to divide the conquest of thy sight;
Mine eye my heart thy picture's sight would bar,
My heart mine eye the freedom of that right.

This is rather nice, isn't it?Certo, la poesia di Shakespeare è altra cosa... ma è anche questo e come inizio non è male anche se mi sento un po' allievo del professor Pritchard dell'Attimo fuggente, ricordate?
"If the poem's score for perfection is plotted on the horizontal of a graph and its importance is plotted on the vertical, then calculating the total area of the poem yields the measure of its greatness.
A sonnet by Byron might score high on the vertical but only average on the horizontal. A Shakespearean sonnet, on the other hand, would score high both horizontally and vertically, yielding a massive total area, thereby revealing the poem to be truly great"




Link
Shakespeare's Sonnets (Gutenberg Project)
- Sonetti (Wikipedia)

Dall'importazione del file di testo (www.gutenberg.org/cache/epub/1041/pg1041.txt) alle rappresentazioni grafiche, tutte le analisi sono state condotte utlizzando R ver 3.02 e Dendroscope per la visualizzazione del cladogramma. Il codice è disponibile dietro richiesta.

sabato 4 gennaio 2014

London to Brighton train ride, 1953-2013: a 60 years long journey






I was wearing a blue-striped t-shirt and a pair of maroon pants. You were wearing a vintage red skirt and a smart white blouse. We both wore glasses. I guess we still do.
Several times we looked at each other and then looked away. I tried to think of something to say to you. It all seemed so stupid. I cocked my head at you inquisitively. You shrugged and held up your book as if that was the reason.
Still I said nothing.
[...]
I craned my neck as we entered the station. Perhaps you were there, on the platform, still waiting. Perhaps I would see you, smiling and bright, your long gray hair waving in the wind from the oncoming train.
But no, you were gone. And I realized most likely I would never see you again. And I thought about how amazing it is that you can know somebody for sixty years and yet still not really know that person at all.